16 giugno 2015

INDOVINA CHI TI FA DA GUIDA OGGI?? #Guidemeright



Qualche mese fa, in occasione della fiera TTG di Rimini ho avuto il piacere di prendere parte a TTG Next e di conoscere le nuove realtà "social" legate al turismo e al mondo della tecnologia. Ci sono davvero tante piccole start-up che si stanno facendo spazio non solo sul web ma anche all'interno del mondo dell'accoglienza turistica. Il comune denominatore è sicuramente quello di essere realtà innovative, giovani e competitive.
Fra le varie novità che fanno capolino nel social travelling, in particolare vi vorrei parlare della realtà GUIDE ME RIGHT, una start-up nata in Sardegna dalla mente di giovani ragazzi con la passione per la tecnologia e per le nuove frontiere della sharing economy, con un'attenzione particolare al territorio e alla sua valorizzazione.
L'obiettivo di questa start-up: mettere in contatto l'offerta turistica e il turista che cerca un'attività da fare sul territorio, attraverso il web e le tecnologie 2.0,  in una sorta di rapporto mediatico ma che sia comunque informale, divertente e soprattutto accessibile. 

Credits: www.guidemeright.com
I local friend, che sono le guide accreditate da Guide Me Right, non sono la classiche guide turistiche, ma possono essere semplici appassionati e curiosi che desiderano condividere alcune attività e mostrare alcuni luoghi della loro città. Con un sistema di feedback presente sul loro sito gli utenti possono scegliere e prenotare il tour che preferiscono in base ai precedenti voti o alla descrizione dello stile di vita del local friend. Ogni guest è il benvenuto, non ci sono limiti di età né di nazionalità in quanto i local friend parlano diverse lingue. Per ora Guide Me Right è attivo in Sardegna, Lombardia, Toscana, Emilia Romagna, Veneto, Lazio, Marche, Puglia e Sicilia. 
Dal pic-nic al parco, alla serata alternativa nei locali rock, all'uscita a teatro oppure passando per il tour fotografico o l'aperitivo sulla spiaggia... ogni local friend vi sorprenderà con originalità e competenza.





Ho fatto alcune domande a Luca Sini, CEO e Co-founder di Guide Me Right per capire meglio come si struttura questa giovane e italianissima start-up.


- Siete una start-up con base in Sardegna che propone esperienze, intrattenimento e visite turistiche su tutto il territorio italiano. Come è nata l’idea di Guide Me Right? 
Mi sono laureato in Economia a Sassari, passando qualche anno all’estero grazie ai vari programmi Erasmus. Il mio interesse per l’evoluzione del settore turistico è stato dettato da due fattori. Prima di tutto sono Sardo, quindi sono cresciuto in una regione in cui il Turismo dovrebbe rappresentare la risorsa principale. Purtroppo però non sempre e così. Inoltre, sono sempre stato un appassionato del Web, e soprattutto di come un’industria come quella turistica sia stata stravolta dalle nuove tecnologie. Durante il mio percorso di studi, prima in Italia e poi all’estero, ho avuto modo di approfondire il tema della disintermediazione delle prenotazioni turistico alberghiere e dell’efficienza e dell’efficacia degli Online Tourism Social Media che offrono sistemi di rating per aiutare il processo decisionale dei viaggiatori. 
Questa base, insieme alle esperienze di vita mie e degli altri soci fondatori del progetto, Pietro Pirino e Andrea Zanda, ci hanno portato a parlare di “standardizzazione 2.0” dell’esperienza di viaggio: chi viaggia oggi accede alle stesse informazioni online, scegliendo tra quelle poche attrazioni ed attività con la miglior "online reputation".
Da qui nasce l’idea di GuideMeRight (www.guidemeright.com): una community online dedicata al Social Travelling che mette in contatto viaggiatori curiosi (Guest – www.guidemeright.com/iamguest) con persone locali (Local Friend –www.guidemeright.com/iamlocal) disposte a condividere il loro tempo libero e le loro conoscenze locali come farebbero con un amico che viene a visitarli.

- I turisti al giorno d’oggi cercano modi nuovi per esplorare le città, che si distaccano dalle classiche guide turistiche. Cosa offre Guide Me Right di innovativo e in che modo si propone agli utenti?
Guide Me Right vuole applicare al turismo i principi della Sharing Economy. Il nostro obiettivo è di creare una Community di viaggiatori e persone locali entusiasti che condividono e applicano i valori del progetto. Vogliamo riuscire a far incontrare persone con interessi e passioni in comune in maniera tale che lo svolgimento di una attività si possa trasformare veramente in un’esperienza autentica. 
Grazie ai Local Friend di Guide Me Right è oggi possibile accedere ad ambienti, attività o località altrimenti inaccessibili. Ed è possibile farlo grazie ad un’esperienza prima di tutto sociale, veramente possibile quando i membri della nostra Community applicano i consigli del nostro Vademecum

- Siete online con un sito molto colorato e cheerful e con una app scaricabile sia per Apple che per Android. La tecnologia ha un ruolo fondamentale nel vostro lavoro. Quanto questo ha avuto un peso all’interno del vostro progetto? Essere digitali ha aiutato a realizzare il vostro sogno?
Viviamo la tecnologia come uno strumento per rendere possibile e facilitare delle esperienze offline. Il nostro sito è in continuo aggiornamento: lo ottimizziamo giorno dopo giorno in base ai feedback degli utenti. Inoltre, abbiamo appena rilasciato una nuova versione della App per Android, a breve arriverà anche la nuova versione per iOS. 

- Un’esperienza con Guide me right è finalizzata anche per entrare a far parte di una community di persone con interessi comuni e la stessa voglia di viaggiare. Il ruolo Guest e Local friend è intercambiabile, si può essere entrambe le cose. Come entrano in contatto i “guest” con i “local friend”? Come si può diventare Local friend?
Certo! Chi è Local Friend è anche Guest, e viceversa. Le persone che partecipano al progetto sono entusiasti, sono curiosi, sono esploratori. Noi li facciamo incontrare perchè vivano un’esperienza autentica. Permettiamo a chiunque di diventare Local Friend: chi vuole guadagnare condividendo il proprio stile di vita e le proprie conoscenze locali può compilare il form online e dimostrare di aver capito e di applicare lo spirito del portale. Noi verifichiamo l’identità di tutti i Local Friend e li pubblichiamo quando hanno completato il loro profilo e la loro offerta locale, saranno poi gli altri membri della Community a validare i Local Friend grazie alle loro recensioni! 

- La curiosità che spinge gli utenti a provare è la stessa con cui si esplora una città nuova, sconosciuta:si parte dalle abitudini, dalle persone e persino dal cibo, tutti elementi che  descrivono bene un luogo. Proprio a questo proposito avete lanciato una collaborazione con Instragramers Italia, a tema food. Di cosa si tratta?
La Community di Instagramers Italia condivide lo spirito di Guide Me Right. Abbiamo quindi lanciato unn contest insieme: #Telodicoiodove, dove i locals potevano “foto-suggerire" i posti dove avrebbero portato a mangiare un amico che andava a visitarli. Adesso, per il fine settimana del 26-28 Giugno collaboreremo anche in occasione degli Igers Award. Tutti i partecipanti all’evento potranno vivere delle esperienze con i Local Friend, magari indossando gli occhiali di Guide Me Right ;-)

- Quali sono i prossimi eventi o progetti che Guide Me Right ha in agenda? 
Sono tanti, tutti rivolti a un unico obiettivo: far crescere la Community e far vivere sempre più esperienze Guide Me Right! A breve pubblicheremo una serie di eventi locali promossi, sia per i Guest che per i Local Friend, dai membri della Community e aperti a tutti! 


Ne approfitto per ringraziare il team di Guide Me Right, che mi ha dato la possibilità di poter scrivere questa intervista e per dirvi che anche io faccio parte del progetto come Local friend a Milano. Quindi se volete mi trovate sul sito GMR o direttamente qui:

A presto!!!


3 giugno 2015

SOMETHING BLUE...


E succede che a trent'anni, senza avere il minimo preavviso, un bel giorno mentre stai bevendo un caffè con un'amica, questa ti dica: "Mi sposo". Due semplici parole ma così efficaci, potenti, come una folata di vento che spazza via ogni nuvola. Quelle parole suonano come un annuncio implicito, una dichiarazione d'amore, una scelta o meglio la SCELTA. Una scelta responsabile, matura, che implica tanto coraggio e forza d'animo. 
Quest'anno due mie amiche si stanno per sposare, e la mia reazione è stata in entrambi i casi veramente di gioia per loro, di ammirazione, di irrefrenabile curiosità (di andare ai loro matrimoni) e di vederle nei loro abiti da sposa. 
Si può solo essere felici quando due persone si amano e decidono di trascorre la loro vita insieme. 
E si può credere che sia ancora possibile sognare il principe azzurro! :)
Ma il mio stupore è aumentato a dismisura quando una mia amica mi ha scritto che avrebbe voluto che le facessi da damigella per il suo matrimonio. Immaginare il mio disincanto e la mia soddisfazione, soprattutto quando è persona davvero speciale a chiedertelo!!


Credits: Etsy


Il matrimonio del migliore amico - Julia Roberts

Cosa vuol dire essere una damigella d'onore? In Italia non si usa molto, ma è una tradizione più radicata nei paesi anglosassoni, dove le damigelle posso essere in numero pari, fino a 12. Solitamente sono le amiche più strette della sposa, che la accompagneranno nei preparativi del matrimonio, nell'addio al nubilato e nella preparazione prima della cerimonia. 

La mia amica R. ha deciso di sposarsi a Luglio al mare e che le sue damigelle saranno vestite di blu elettrico. Insomma un blu acceso che ho scoperto essere molto di tendenza quest'anno. E' anche detto blu china o blu royal.  Non sapevo dove cercarlo, e inizialmente la prima idea è stata quella di fare una ricerca online, sui siti più conosciuti di shopping per vedere se c'era qualcosa di quel colore. Il problema è che se anche trovi qualcosa che risponda alle tue esigenze, non è detto che sia della tua taglia. Ed è quello che mi è successo: ho acquistato un primo abito, che mi piaceva molto, che però ho dovuto rimandare indietro perché era troppo grande (ahimè). Il colore era perfetto ma era decisamente abbondante e sarebbe stato difficile farlo sistemare da una sarta.
Così ho cercato alcuni negozi a Milano che vendessero abiti da cerimonia, e sono finita in un turbine di prove di abito, chiffon e strascichi. Un'emozione unica, testimoniata dal mio fedele cellulare, perché purtroppo la mia amica non abita a Milano e non poteva essere con me fisicamente. Ma ha comunque partecipato alla scelta grazie a whatsapp!!!


Le prove dell'abito sono state veloci, divertenti e spettacolari in quanto non avevo mai indossato abiti così eleganti, ma i primi che ho provato erano al di sopra del mio budget. Vorrei condividere con voi queste foto per farvi capire di cosa sto parlando. La prima tappa al Centro Sposi Paradiso a Milano, un angolo bianco e romantico nel cuore di piazza Loreto, dove tra l'altro ho trovato una commessa davvero brava e paziente che mi ha fatto sentire a mio agio, oltre ad aiutarmi a scegliere il vestito! <3




Centro Sposi Paradiso - Milano
Lo stesso giorno avevo preso un altro appuntamento in un negozio di alta moda che si chiama Musani a Milano, nel loro outlet dove si può andare e cercare tra i migliaia di abiti da sera. Se vi piacciono gli abiti a sirena, con strass e perline, questo è il posto che fa per voi, perché hanno abiti veramente belli e da gran sera, eleganti e con prezzi contenuti. Io ne ho scelto uno semplice, rispetto a quelli che c'erano, ma che mi ha subito rapito il cuore. Insomma l'ultimo che ho provato era alla fine quello giusto e che mi è sembrato più adatto per la cerimonia.


Musani Milano

Questa è stata la mia scelta, un abito lungo, senza maniche e scollato ma con una stola per coprire le spalle e un taglio semplice, che non metta in evidenza troppo le forme. In vita ha una fila di perline bianche che danno quel tocco di luce che mi è piaciuto molto. 
Avevo trovato online diversi siti che vendono abiti da cerimonia ma il poterli provare è tutta un'altra cosa, sicuramente meglio per capire se ci piace davvero e se ci sta bene.
Penso anche l'abito della damigella non debba essere un abito troppo volgare o eccentrico, perché comunque in quel momento gli occhi saranno puntati sulla sposa, come è giusto che sia, quindi meglio evitare di mettere qualcosa che richiami troppo l'attenzione. Per finire il look penso che indosserò dei sandali gioiello, e una piccola borsa. Ma ci sto ancora meditando. 
Se avete qualche suggerimento per come completare il look sono tutta orecchie! :) E cosa ne pensate del vestito??
Intanto vorrei dire alla mia amica R. che le voglio un mondo di bene e che sono davvero felice di essere al suo fianco in questo momento speciale!! :)


26 maggio 2015

Quando manca l'ispirazione per scrivere...



So di essere stata latitante, di essermi perduta nell'etere di internet e che la blogo-sfera reclamava la mia presenza su questi schermi ;)...ma in questi ultimi mesi non ho avuto la testa per pensare a questa piccola creatura che è il mio blog e mi sento colpevole di abbandono!
Molti di voi forse si staranno chiedendo cosa ci vuole ad aggiornare un blog, a scrivere anche senza impegno una volta ogni tanto, senza darsi scadenze precise. Non è così semplice e il punto è proprio questo: la pianificazione e l'essere costanti in ciò che si fa. Avere un programma è per lo meno auspicabile e come in ogni cosa si può prenderla alla leggera o con la convinzione di poter fare sul serio, anche se non parliamo di massimi sistemi.
Il blog parte tutto da quello, è una sorta di tacito impegno che prendi con te stessa, un po' come andare dall'estetista una volta ogni due settimane e dare l'impressione di essere una persona curata :)...No beh a parte gli scherzi il blog è sicuramente un punto di partenza, e non basta scrivere ogni tanto a tempo perso.



Questo blog mi ha dato tante soddisfazioni  e io vorrei cercare di superare questo blocco: chiamatela mancanza di ispirazione o di motivazione. Insomma può essere anche dovuto al fatto che io non trovi lavoro e che la maggior parte del tempo che sono online cerchi offerte di lavoro e simili!
Oppure che non mi reputi una blogger nel vero senso della parola, che non sia un'animale social a cui piace apparire e mostrarsi dalle 8 a.m alle 11 p.m. in ogni look possibile e immaginabile, o semplicemente che io non abbia una vita così "faiga" da fotografare ogni cosa che faccia. 
Quello che vorrei fare è scrivere, dare spazio alla scrittura, ciò che mi piace di più.
Ma anche parlarvi di novità, eventi, interviste, cercare un punto di contatto con l'originalità e il saper fare. Come vi avevo accennato in qualche post ho collaborato di recente come giornalista freelance per VAIN Magazines (ve ne parlavo in questo post) ed ora collaboro con un'altra rivista di lifestyle che si chiama Life and People (potete leggere i miei articoli qui e qui ).
Per cui vorrei riprendere questo spazio che avevo trascurato per poter dare un mio punto di vista, anche sui lavori freelance come il mio che in questo periodo vanno tanto per la maggiore, che non ci danno sicurezze ma che ci lasciano perlomeno liberi di esprimerci come vogliamo. Ma come in ogni cosa, c'è il risvolto della medaglia: a volte è difficile ammettere a se stessi qual'è il lavoro che ci piace davvero fare, come se fosse motivo di vergogna avere desideri diversi da ciò che abbiamo scelto o che qualcun altro ha scelto per noi e soprattutto come se scegliere la strada meno battuta e forse anche più faticosa da raggiungere, sia un modo per non accettare la realtà del lavoro, per non prendersi certe responsabilità inevitabili, per lavorare per la gloria ma anche per pagare le bollette a fine mese. Insomma forse non sarà la strada maestra, quella che mi cambierà la vita, ma di certo per me scrivere può essere un buon esercizio e un banco di prova per ciò che mi piacerebbe fare.

"Il Forse è la parola più bella del vocabolario italiano perché apre delle possibilità, non certezze. Perché non cerca la fine ma va verso l'infinito" (Giacomo Leopardi)

E allora perché non sognare? Perché non illudersi che un altro lavoro sia possibile? Ora sto divagando, ma è per farvi capire come in questo periodo abbia avuto modo di capire che il lavoro dei miei sogni purtroppo non esiste, o almeno non è lì a portata di mano, tra gli annunci online che campeggiano sui vari siti internet. 
Il blog si chiama Any open door, proprio per questo mio desiderio di voler lasciare ogni porta aperta alla speranza, alla possibilità di trovare ciò che si sta cercando...Per questo il mio auspicio è quello di continuare a scrivere e di farlo con passione, seguendo i miei desideri e non avendo altro impegno se non quello di fare qualcosa che mi piace. Più libero di così?

Credits: gemicek (Deviant art)

Fatta questa premessa doverosa, per lo meno a questo mio spazio personale che tanto ho amato e che meritava una spiegazione, direi che potrei apparire di nuovo a breve su questi schermi e pensare di farlo con più metodo e dedizione. Voi cosa ne pensate? Grazie e a presto!